A Genova vietata dignità per regolamento


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8 Giugno 2021


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Dal regolamento di polizia urbana del Comune di Genova - art. 28 com.1: “Si immergeva, anche parzialmente, nelle fontane per lavarsi…”.

Note del verbalizzante, matricola (omissis) del 3° distretto: “Il trasgressore utilizzava la fontanella per lavarsi, tagliarsi la barba e i capelli utilizzando lametta da barba - il trasgressore, residente a Genova in via sconosciuta non firma ma ritira.”

Questo è l’estratto del verbale n° 10201389-33 elevato in Piazza Giusti martedì 1 giugno 2021 che multa di 100 euro un senza-fissa-dimora che cerca di darsi una minima dignità lavandosi, tagliandosi la barba ed i capelli. La vicenda si commenta da sola" - dichiara Bruno Vitali coordinatore di Demos Liguria.

È solo il più recente di vari episodi di accanimento contro i poveracci mentre nelle strade della città proseguono spaccio e criminalità senza che appaia lo stesso zelo persecutorio”. “L’aggravante è che per i poveracci non ci sono alternative offerte dal Comune, non ci sono docce o lavatoi, non ci sono distribuzioni di indumenti, non c’è un assessorato sociale.

La risposta - prosegue Bruno Vitali - arriva solo dalle associazioni caritatevoli per i cui volontari si procede alla loro identificazione quando alla sera offrono cibo e bevande, come è accaduto qualche sera fa nei pressi della stazione Principe”. Non è una bella città questa e, chiaramente, non è una città per tutti.

Democrazia Solidale - DEMOS, nel denunciare questi episodi, pensa che si possa fare diversamente, pensa ad una GENOVA PER TUTTI.

È ora di costruire una città differente, dove tutte le persone che ci vivono possano avere la propria dignità e la possibilità di un futuro migliore.