Democrazia Solidale - DEMOS Democrazia Solidale - DEMOS Democrazia Solidale - DEMOS
  • HOME
  • Il Partito
    • Statuto
    • Manifesto
    • Organi nazionali
    • Bilanci
    • Contributi
    • Elezioni trasparenti
  • Partecipa
    • Tesseramento 2026
    • Newsletter
    • Devolvi il 2×1000
  • NEWS & MEDIA
    • News
    • Videogallery
  • CONTATTI
Iscriviti
  • Home
  • /
  • RASSEGNA STAMPA
  • /
  • Carcere e riforme, non dimentichiamo il mandato costituzionale

Carcere e riforme, non dimentichiamo il mandato costituzionale

13 Novembre 2019 Martina Fabiani Nessun commento NEWS, PRIMO PIANO, RASSEGNA STAMPA CARCERI, COSTITUZIONE, PAOLO CIANI, POLIZIA PENITENZIARIA, RIFORMA GIUSTIZIA, RIFORME

di Paolo Ciani

In questi giorni il Parlamento sta esaminando senza troppo clamore un testo legislativo che merita una certa attenzione, mentre molti occhi sono puntati sulla riforma della giustizia del ministro Bonafede. Si tratta dello schema di Decreto Legislativo correttivo del Riordino delle carriere delle Forze di Polizia, approvato dal Consiglio dei ministri e in queste settimane all’esame delle Commissioni parlamentari.

In particolare si sta esaminando anche un riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria che, se approvato, rischierebbe di cambiare l’organizzazione che ha tenuto in equilibrio per trent’anni la gestione degli istituti penitenziari e dell’esecuzione della pena in Italia.

Il punto è che, per valorizzare il ruolo della Polizia penitenziaria all’interno del carcere, la norma propone di modificare l’attuale sistema gerarchico su cui si basa l’organizzazione degli istituti di pena e di dare maggiori poteri ai vertici della Polizia penitenziaria rispetto ai direttori. Sono questi ultimi oggi a coordinare e gestire le carceri in Italia: circa 300, si dividono tra istituti di pena e altri organi direttivi.

Sono figure civili, che dipendono dal Ministero della Giustizia (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e, in collaborazione con Polizia e magistratura, si occupano di eseguire quanto dispone il giudice nei confronti di chi ha commesso reati. Il legislatore ha affidato ai direttori la guida delle carceri con la legge n. 395 del 1990, nell’idea che la detenzione non fosse esclusivamente una questione di polizia, ma dovesse affrontare il complesso processo della rieducazione.

Non è banale ricordare che in Italia, a differenza di altre parti del mondo, la pena è tesa al recupero della persona. Lo dice la nostra Costituzione all’articolo 27.

In venti anni di impegno come volontario nelle carceri ho conosciuto bene questo mondo, di cui oggi mi occupo da consigliere della Regione Lazio. Ho visto da vicino non solo la difficile condizione in cui vivono i detenuti, ma anche quella in cui operano le oltre 30 mila unità del personale di Polizia penitenziaria. Conosco bene anche il lavoro dei direttori nelle carceri, in equilibrio tra necessità di sicurezza sociale e rispetto delle regole, per cui è importante un ruolo di terzietà tra l’area del trattamento e l’area di sicurezza.

Ruolo che necessiterebbe anche di un ricambio generazionale, visto che dal 1997 non si fanno nuovi concorsi, oltre che di un riconoscimento della funzione speciale che svolge alla guida di organi complessi. Direi che serve maggior presenza “civile” nel carcere per dare piena attuazione alla Costituzione: il 70% di recidiva dei nostri detenuti dimostra come la funzione di “rieducazione” e reinserimento ancora sia largamente disattesa.

Non credo che il metodo per affrontare un tema così complesso, che mette sul tavolo giuste rivendicazioni e note criticità di una parte come dell’altra possa essere quello di una contrapposizione ideologica. Di questo, il sistema carcere, tutta l’area dell’esecuzione penale esterna, e chi ci lavora, non ha sicuramente bisogno. Nel parlare di riforme bisogna partire innanzitutto dal percorso storico e legislativo che ha portato alle norme oggi in vigore.

A partire dalle indicazioni del Consiglio d’Europa del 1973, quando si sancì che la responsabilità degli istituti penitenziari dovesse spettare alle autorità pubbliche, in un contesto di separazione dalla polizia e dall’esercito. Per passare dalla riforma Gozzini del 1986, che rivoluzionò l’idea stessa di carcere e del “buttare via le chiavi” (riemersa in maniera preoccupante in tempi recenti).

Quanto al metodo con cui affrontare le riforme, voglio anche ricordare il lavoro degli Stati Generali sull’esecuzione della pena (2015/2016), che aprì una stagione innovativa di confronto tra i vari attori coinvolti nel mondo del carcere, dalle associazioni professionali ai volontari. Qualcuno notò che in quella iniziativa mancava la presenza e l’apporto della polizia penitenziaria. Da questo si potrebbe ripartire, da un tavolo comune fra personale civile e di polizia.

C’è bisogno di costruire percorsi condivisi e partecipati perché il carcere non deve essere un sistema chiuso e isolato. Oggi la norma sembrerebbe frutto della sola concertazione di una parte. Certo, la polizia è rimasta senza riordino della carriera troppo a lungo. Però la soluzione non può essere la diminutio di un ruolo “civile” all’interno del carcere. Affrontiamo le legittime aspirazioni di ciascuno con un percorso condiviso insieme alle realtà professionali coinvolte. Senza paura di discussioni faticose, perché perdere di vista la Costituzione sarebbe un danno ancora peggiore.

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/entry/carcere-e-riforme-non-dimentichiamo-il-mandato-costituzionale_it_

precedente successivo

Related Posts

Filippo Sestito

Crotone | “La sinistra torni protagonista. Il tempo delle attese è finito”

11 Febbraio 2026

Treni: Taranto sempre più isolata. La denuncia di Gianni Liviano

7 Gennaio 2026

Primavalle, solidarietà alla Cgil

7 Gennaio 2026

Leave a Comment Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • Crotone | “La sinistra torni protagonista. Il tempo delle attese è finito”
  • Ricandidatura De Benedittis, il sostegno di Demos «per completare la trasformazione della città»
  • Treni: Taranto sempre più isolata. La denuncia di Gianni Liviano
  • Primavalle, solidarietà alla Cgil
  • Basta speculare sul caro viaggi. Tornare a casa non può essere un lusso
Footer logo

La forza del noi.

CHI SIAMO

  • Perché nasce Demos
  • Il Manifesto
  • Rete Civica Solidale
  • Contattaci

PARTECIPA

  • Iscrizione newsletter
  • Tesseramento 2025
  • Collabora
  • Apri un Circolo Demos

INSTAGRAM

Please enter your access token.

Instagram Feed Not found Please enter valid Access Token.(Enter Access Token)

Facebook-f Twitter Tumblr Rss

Copyright © Demos. Tutti i diritti riservati.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici nostri e di terze parti. Cliccando “Accetta tutti”, acconsenti all'uso di tutti i cookie. Puoi comunque controllare i cookie visitando "Cookie Settings".
Cookie SettingsAccetta tutti
Controlla consenso

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA
X