Il tempo stringe in Commissione Affari sociali alla Camera per l’approvazione della legge sui caregiver familiari. Con la fine della legislatura che si avvicina, il rischio di lasciare nell’invisibilità milioni di persone — in gran parte donne — che ogni giorno sostengono una colonna portante del nostro welfare senza tutele, riposo o riconoscimento economico, è purtroppo concreto.
Il Disegno di Legge presentato dal Governo ha il merito di aver riaperto il dibattito, ma, come sottolineato dal segretario di Democrazia Solidale e deputato Pd Paolo Ciani, il testo attuale va profondamente migliorato. Non basta una legge simbolo; serve una norma che cambi davvero la vita delle persone. Lo slogan politico è chiaro: fare presto, ma fare davvero bene.
Diritti propri, non sussidi generici
Nelle audizioni parlamentari, le associazioni hanno chiesto con forza di superare le genericità normative del passato che finiscono per compromettere l’esigibilità dei diritti. La battaglia di Demos e le proposte emendative presentate da Paolo Ciani puntano a scardinare una visione puramente assistenziale, introducendo pilastri fondamentali:
- Riconoscimento di diritti propri: Il caregiver familiare ha un ruolo sociale distinto dai lavoratori delle cure domiciliari e merita tutele previdenziali e lavorative autonome.
- Risorse certe contro i tagli: Sostenere chi cura un familiare non è un costo per lo Stato, ma un investimento sanitario ed economico. Senza fondi adeguati, la legge rischia di tramutarsi in una promessa vuota.
- No all’iniquità dell’Isee familiare: L’utilizzo di questo parametro per i contributi rischia di escludere chi ha più bisogno, generando nuove ingiustizie.
I caregiver rappresentano un avamposto concreto contro quella “cultura dello scarto” che come comunità solidale contrastiamo ogni giorno. È il momento di trasformare il loro lavoro invisibile in un sistema di tutele reali e strutturate.
Clicca qui per leggere l’intervista al Segretario di Demos, Paolo Ciani
