“È una vergogna che nel decreto Pnrr all’esame della Camera il governo non dia risposta a uno dei fallimenti più gravi di questi mesi: aver perso risorse che dovevano servire a superare le baraccopoli dei braccianti agricoli nel Sud Italia.
Parliamo di luoghi come Borgo Mezzanone, San Ferdinando e altri ghetti, simboli di sfruttamento, marginalità e caporalato, che continuano a sopravvivere nell’indifferenza delle istituzioni”. Lo dichiara Paolo CIANI, vicecapogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario
di Demos.
“Rinunciare a chiudere questi insediamenti significa lasciare migliaia di persone in condizioni disumane, senza alloggi dignitosi, servizi essenziali e tutele. Significa anche arretrare nella lotta contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo. Il governo smetta di nascondersi dietro la propaganda e dica con chiarezza perché queste risorse sono andate perdute e come intenda recuperare il ritardo accumulato. Non si può parlare di dignità del lavoro, di sicurezza e poi abbandonare le persone in luoghi che offendono la coscienza civile del Paese”, conclude Ciani.
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