Demos Cassino | Nasce l’Emporio Solidale

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28 Ottobre 2021


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Finalmente comincia a concretizzarsi un progetto che abbiamo nel cuore da qualche anno. Grazie alla disponibilità della Banca Popolare del Cassinate e del suo Presidente, Vincenzo Formisano con il quale stiamo portando avanti un progetto di cui più d’una volta avevamo parlato con il padre Donato. Un’oasi di solidarietà, punto di riferimento per tutto il volontariato che a Cassino si occupa di raccolta alimentare. L’obiettivo è superare l’epoca dei pacchi viveri e dare una veste moderna alla distribuzione di prodotti alimentari alle persone in difficoltà economica.

Spero che l’Emporio possa diventare qualcosa di più di un semplice punto di distribuzione alimentare. Un centro dove possano trovare spazio libri e giochi per bambini, esperienze di inserimento lavorativo per ragazzi con disabilità che verrebbero impiegati come magazzinieri, punto di ascolto per le famiglie in difficoltà e luogo di condivisione per volontari e associazioni impegnate per il bene comune. Insomma un motore di solidarietà che raccolga anche l’eredità dell’esperienza di “Cassino Risponde” durante i giorni più duri della pandemia del 2020.

La disponibilità dei prodotti sarà garantita in primo luogo dalla convenzione stipulata con il Banco Alimentare che ogni mese mette a disposizione qualche tonnellata di prodotti. In secondo luogo dalle raccolte alimentari che saranno promosse come Emporio Solidale e con il Patrocinio del Comune. Infine dalle aziende di produzione e distribuzione alimentare che potranno conferire prodotti ricavandone anche un beneficio fiscale grazie alle normative vigenti.

Ovviamente sarà possibile effettuare donazioni in denaro utili ad acquistare prodotti da mettere sugli scaffali. I cittadini e le associazioni di Cassino hanno dimostrato ampiamente grande generosità e voglia di dare una mano a chi è stato meno fortunato. Giustamente, chiedono che la solidarietà venga organizzata in maniera efficiente, che la pubblica amministrazione sappia dialogare e collaborare con il Terzo settore, che non si lavori solo sull’emergenza ma che si diventi capaci di strutturare l’assistenza in maniera non improvvisata.

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