DEMOS CONTRO LA CHIUSURA DEL MERCATO DI LIBERO SCAMBIO

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1 Dicembre 2020


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Secondo Demos – Democrazia Solidale la decisione dell’Assessore Regionale alla
Sicurezza Fabrizio Ricca di cancellare il Mercato del Libero Scambio non porta alcun
vantaggio alla comunità e allo stesso tempo danneggia la sua parte più debole, in un
momento in cui l’emergenza COVID l’ha ulteriormente indebolita.
Di sicuro non è la legalità a guadagnarne, perché il danneggiare una intera categoria di
persone e di cittadini per perseguire i pochi che tra i venditori del mercato del libero
scambio vendono merci contraffatte non è operazione di cui possa essere fiero un politico
che voglia onorare la sua delega alla legalità. La legalità si esercita sanzionando chi la
viola, non colpendo intere categorie di persone che vendono le loro cose seguendo le
regole definite dalle autorità.
E neppure chiudere il mercato rende la città più sicura, perché proprio non si comprende
quale rischio, quale minaccia alla sicurezza possa incarnare un mercato che si svolge in
un’area ben definita e controllata dalla polizia municipale. Anzi, come osservato da molti,
rischia di polverizzare il mercato in una miriade non controllata di mercatini sparsi per la
città.
Colpire intere categorie di persone si chiama vendetta sociale, si chiama infierire su chi,
senza alcuna colpa e senza alcuna responsabilità, è al di fuori del recinto delle persone
che l’assessore Ricca ritiene degne di rispetto e di considerazione. E visto che Ricca
campa su una politica che divide, che cerca di raccogliere i consensi degli uni millantando
di operare a a difesa dalle minacce degli altri, allora far pagare alle persone più deboli
l’ulteriore prezzo della cancellazione di una fonte di sopravvivenza essenziale diventa un
atto politicamente opportuno e vantaggioso se dà l’infondata illusione a qualcuno che
questo sia un atto a sua difesa.
Inoltre DemoS osserva che il Mercato del Libero Scambio promuove il recupero e il riciclo
degli oggetti, che è uno dei principi di quella Economia Circolare cui la nostra società
troppo incline allo spreco delle risorse dovrebbe maggiormente ispirarsi.

Torino 1 dicembre 2020

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