La NuovaSardegna: Demos sul Pnrr prove di coalizione


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2 Agosto 2021


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Ieri i rappresentanti di dieci sigle intorno al tavolo con un occhio alle elezioni Campo allargato a M5s, sindaci e sindacati: «Per riparare i danni di Solinas»

SASSARI. Prove tecniche di centrosinistra. Che ieri mattina al Vialetto ha riunito i rappresentanti regionali di 10 sigle per parlare della Sardegna di domani. Aggregatore dell’incontro, che ha permesso di allargare il tavolo di discussione a M5s, sindaci, sindacati e associazioni, la necessità di mettere in piedi una proposta alternativa sul Pnrr e sui fondi strutturali 2021-27 a quella messa in campo dalla Regione, con «i 187 progetti presentati dalla Giunta che appaiono del tutto scollegati dalla realtà, dispersivi, ininfluenti rispetto alla soluzione dei problemi dell’Isola». Motivo per cui: «Le forze politiche presenti intendono avviare un tavolo permanente aperto a tutte le componenti, politiche, sociali, produttive, al mondo associativo e alle università, per elaborare una proposta da sottoporre al consiglio regionale e al governo nazionale».

Un impegno che fa seguito ai tavoli territoriali che stanno sorgendo un tutta l’Isola dedicati al fumoso futuro del Pnnr (su tutti quello guidato dalla Rete Metropolitana, allargato al Tips), che in questo caso però si carica di un significato diverso, più volte venuto a galla durante una mattinata di lavori intensa, ricca e molto “politica”: mettere in moto la macchina del centrosinistra, per arrivare alle prossime elezioni regionali, ma anche all’appuntamento nazionale, con una coalizione, un leader e soprattutto un programma condiviso. Un crinale stretto, che alcuni partiti hanno imboccato con più decisione, come i Progressisti di Massimo Zedda, che ha sgombrato il campo dalle ipotesi di una sua candidatura bis: «Non voglio certo passare alla storia per essere stato due volte il capitano del Titanic – ha sottolineato – sono più interessato a costruire una nave che sia in grado di prendere il mare, giocando anche un altro ruolo». O il Pd, rappresentato da Gianfranco Ganau, Futuro in Comune con Pierluigi Salis, Italia in Comune con il coordinatore regionale Piero Marteddu e il Centro Democratico con il segretario regionale Alessio Marotto. E poi Mario Arca, coordinatore regionale di Democrazia Solidale e deux ex machina dell’appuntamento (insieme a Mariano Brianda, presidente del comitato Siamo Tutti Importanti), che si è presa in carico il non facile compito di aggregare la focosa galassia delle opposizioni.

E i primi scricchiolii di sono avvertiti, con i distinguo dei Rosso Mori che, con la presidente Lucia Chessa, si è detta pronta a discutere di Sardegna e a riparare le inefficienze della giunta Solinas, ma non di cartelli elettorali con chi ha sostenuto la maggioranza Pigliaru, da loro abbandonata e solo «poco meno dannosa dell’attuale». O con il Partito Socialista di Mondino Ibba, anche lui guardingo nei confronti di «chiamate alle armi» unicamente a fini elettorali, o la Sinistra Italiana di Filippo Isgrò.

Tutti pronti insomma a sedersi a parlare di Pnnr, di nuovo “Umanesimo” e della Sardegna di Domani, compreso il M5s rappresentato da Desirè Manca, e con l’aiuto dei sindacati (c’erano i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Samuele Piddiu, Gavino Carta e Francesca Ticca), dei sindaci (c’era quello di Nuoro, e presidente Cal, Andrea Soddu, e il presidente Anci Emiliano Deiana) delle associazioni (oltre a Brianda ha parlato Mario Bruno, portavoce del comitato regionale LaSanitàsiCura). E tutti uniti in una pesante critica alla gestione della giunta Solinas. Senza forzare troppo la mano sul fronte elettorale, ancora lontano all’orizzonte, ma con un nucleo coeso che si muove con un progetto ben chiaro in testa: mettere in moto un centrosinistra ancora tutto da registrare, e in parte da creare.