Demos Veneto: Non si può tacere. Incontro sulle mafie

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3 Giugno 2020


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di Alessandro Roncaglia coordinatore DEMOS Veneto Vicenza.

C’è un virus in Veneto. E’ un virus antico, nascosto e subdolo. E’ un virus che si nasconde tra le pieghe della società e dell’economia. E’ un virus silenzioso, ma non per questo meno pericoloso. E’ un virus che può uccidere piano piano tutto quello che conosciamo e che amiamo della nostra regione, perché lo silenzia, lo calpesta, priva di libertà la voglia di fare che tanto amiamo. Può avere diversi volti, ma ha un solo nome: MAFIA. Non possiamo più tacere, perché non dobbiamo rassegnarci e arrenderci alla sua presenza.

Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerla e di chiamarla per nome. Quello che è accaduto pochi giorni fa nella nostra terra è, usando le stesse parole del procuratore antimafia di Venezia, “preoccupante”. Prima il caso Eraclea, poi Zimella e ora Verona.

Pezzi sparsi di un unico disegno mafioso. Dobbiamo preoccuparci e lo dobbiamo fare per davvero! L’essere preoccupati può essere inteso in diversi modi. Quello che a me piace di più è quello che ci porta ad essere occupati del domani, occupati in qualcosa che deve ancora accadere. Rimanda all’idea di avere il cuore occupato dal futuro.

Quale futuro per il nostro Veneto? Di cosa lo vogliamo pieno? Ora la nostra regione è colma di immobili sequestrati alla criminalità mafiosa (circa 260). Il Veneto che verrà lo vogliamo ancora così? Io spero di no, voglio che non sia così. Sarò sincero: non è facile per un veneto “doc” come me parlare di mafia. Non ne sono mai stato abituato, nessuno mi ha insegnato a farlo. Sento di avere un vocabolario incapace di sostenere la realtà dei fatti. Devo, anzi dobbiamo chiedere aiuto a quelle terre che prima di noi hanno avuto il coraggio di parlarne.

Come veneti dobbiamo imparare a sentire come nostre la parole di Falcone, Borsellino, Impastato, Livatino, Puglisi, Diana e di tutti gli altri che hanno detto di no alla mafia. Come veneti dobbiamo riconoscerci poveri di fronte alla mafia, e per questo più vulnerabili e fragili. Non possiamo più tacere. Non possiamo più attendere. Tutto questo diventa impellente per coloro che si propongono a guidare la Serenissima regione per i prossimi cinque anni. Indipendentemente dai simboli, dobbiamo unirci per dire un chiaro e secco no alla mafia. Dobbiamo collaborare affinché questa parola cambi la realtà.

Noi di DemoS in questo impegno ci siamo. Non possiamo e non vogliamo più tacere!

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.” (P. Borsellino).

Accogliendo queste parole vi invitiamo a riflettere sulla presenza della mafia anche nella nostra regione con Roberto Tommasi di Libera-Veneto

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