Il capogruppo capitolino di Demos e deputato Paolo CIANI, ha partecipato stamattina alla seduta dell’Assemblea Capitolina tenutasi presso le Fosse Ardeatine, per commemorare nell’ottantesimo anniversario dell’eccidio, la memoria dei 335 innocenti trucidati il 24 marzo del 1944, giorno successivo
all’esplosione di un ordigno in via Rasella in cui morirono 33 tedeschi. ”Gli occupanti dai vertici del Reich ricevettero ordini di procedere ad una immediata e durissima rappresaglia – ha detto CIANI
nel suo intervento – Si compilarono le liste, prendendo nomi di prigionieri giĆ detenuti a Regina Coeli, in via Tasso, e di uomini rastrellati nelle strade dopo l’attentato. Il 24 marzo alle 15.30 le esecuzioni cominciarono. A 5 a 5, in due punti diversi delle cave le vittime vennero fatte entrare. La carneficina finƬ alle 8 di sera. I tedeschi, poi, fecero saltare con l’esplosivo l’imbocco delle cave per nascondere la feroce operazione compiuta.GiĆ dal 1949 si decise di farne una testimonianza monumentale, un sacrario che rammentasse la crudeltĆ dell’occupazione e della guerra”.
”A 80 anni da quella pagina nera della nostra cittĆ , una generazione dopo, davanti al rischio dell’oblio, l’Assemblea Capitolina si ĆØ riunita qui, per dire con determinazione che Roma, medaglia d’oro alla Resistenza, non dimentica nessuno di quei 335 innocenti.” ”Tra loro c’erano 75 ebrei, ma anche militari, studenti, professionisti, falegnami, muratori. La vittima più giovane, Michele Di Veroli, aveva 15 anni, la più anziana, MosĆØ Di Consiglio, 74. C’era anche un prete, don Pietro Pappagallo, che offriva ospitalitĆ e documenti falsi a chi era ricercato, in contatto con la resistenza e denunciato per interesse”. Gli uomini trucidati il 24 marzo del 1944 ”rappresentavano tutta la cittĆ di Roma” ha sottolineato CIANI. ”Le 335 vittime innocenti che pagarono con la vita il rinserrarsi di ogni spazio di umanitĆ nella bufera del conflitto costituiscono per sempre memoria e monito dinanzi alle dittature e al demone della guerra. Nel nostro tempo, in cui la guerra si ĆØ riproposta con ferocia nel nostro continente, faccio mie questa memoria e questo monito per difendere ogni giorno pace e democrazia” ha concluso Ciani.