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Germania | Parla Paolo Ciani: “AfD raddoppia i voti, ma non è il cavallo di Troia che speravano Trump, Musk e Salvini”

3 Marzo 2025 Martina Fabiani Nessun commento NEWS, RASSEGNA STAMPA PAOLO CIANI

L’impennata di AfD in Germania, dopo il voto del 23 febbraio, e il crollo storico della Spd (16,4%), impongono una riflessione nel centrosinistra. L’ultradestra di Alice Weidel è arrivata seconda, subito dietro alla Cdu/Csu (28,6%) di Merz, futuro cancelliere. Il partito che non nasconde le sue nostalgie per il nazismo ha così sfondato il muro del 20%, ma non governerà: Cdu e Spd riusciranno a formare una coalizione, escludendo l’estrema destra. Potrebbero allargare la coalizione anche ai Verdi, che sono in calo (11%). Ma è ancora presto per dirlo.

La sorpresa di queste elezioni anticipate, oltre al dato dell’affluenza record all’84% (la più alta dal 1990) è anche l’exploit di Linke, la sinistra radicale, all’8,8%. Il nuovo esecutivo avrà come perno la coalizione Cdu-Spd, questa volta decisamente sbilanciata verso la componente cristiano-democratica. Ma questo binomio potrà essere abbastanza forte da bloccare le ingerenze di Elon Musk, che con la sua piattaforma X ha sostenuto apertamente l’avanzata dell’estrema destra, nel tentativo di destabilizzare la politica europea? Quel 20% di AfD è da interpretare per Trump e Musk come una vittoria? Lo abbiamo chiesto a Paolo Ciani, vicecapogruppo del Pd alla Camera e segretario di Demos.

“Il risultato del voto tedesco conferma una vittoria netta della Cdu/Csu e una preoccupante avanzata dell’estrema destra, che però si è fermata al 20%. Questo permette alle forze democratiche di trovare una soluzione he non includa l’AfD nel futuro governo. Sicuramente c’è stata una sconfitta importante dell’Spd, frutto anche di un’alternanza più netta che si verifica in Germania, rispetto a quanto accade altrove. Però questo risultato così scarso è da attribuire anche a una crescita significativa di Linke. Se i voti a sinistra dei popolari si dividono, non possono che erodere il consenso dell’Spd. È normale, quando il partito socialista è al governo, assistere a una crescita dei partiti più a sinistra, perché chi governa è costretto a fare compromessi che non farebbe all’opposizione”, ha detto Ciani, contattato da Fanpage.it.

“È significativo – ha aggiunto il vicecapogruppo del Pd-Idp alla Camera e Segretario di DEMOS – anche il dato dell’affluenza, una partecipazione al voto dell’84%: evidentemente tanti tedeschi hanno visto quest’avanzata dell’estrema destra come un pericolo, e hanno deciso di andare alle urne. Da notare anche la composizione geografica del voto, il fatto che tutta la Germania dell’Est si sia colorata di nero. Questo preoccupa molto, ma purtroppo la storia ce lo insegna: nei momenti di crisi economica l’estrema destra avanza”. La Germania è infatti in recessione per il secondo anno consecutivo e rischia di esserlo anche per il terzo.

“L’AfD, secondo i suoi sponsor americani e secondo qualche leader della destra, come Salvini, avrebbe dovuto essere la ‘salvezza’ dell’Europa. Non mi sembra che questa posizione si sia realizzata. Dopodiché è chiaro che quel 20% è una percentuale importante, per cui Trump e Musk, ma non solo, continueranno a sostenere questa forza politica per farne un cavallo di Troia di una visione alternativa a quella che noi europeisti vogliamo sviluppare. Per ora però l’avanzata che speravano Trump e Musk e Salvini è stata frenata”.

Cosa succede in Europa dopo la vittoria di Friedrich Merz in Germania. A questo punto cosa succederà?

“Mi auguro che possa esserci una coalizione tra Cdu e Spd, coalizione che in Germania è già esistita, e che è già stata sperimentata a livello europeo, che possa far ripartire il Paese, nel solco dell’Europa, visto che la Germania è uno dei Paesi fondatori dell’Ue. È una sfida difficile, ma spero che il governo possa essere formato in tempi brevi. Perché la debolezza dell’Europa, che si è registrata in questi mesi, è molto legata alla debolezza della Germania e al tentativo di partiti e personalità mondiali sovraniste, di cui AfD si è nutrita, di ‘uccidere’ l’idea originaria di Europa”, ha spiegato Ciani.

Il futuro cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato che il suo obiettivo in politica estera è raggiungere l’indipendenza dagli Usa in materia di difesa, nel quadro delle crescenti tensioni tra Stati Uniti ed Europa per l’Ucraina. Cosa vuol dire concretamente?

Per Ciani questa è una diretta conseguenza dell’atteggiamento di Trump, che ha avviato un dialogo con Putin, sostanzialmente tagliando fuori Bruxelles: “Avevamo sempre immaginato l’Occidente come un’entità unica, data dalla somma di Europa e Stati Uniti, poi da un giorno all’altro ci siamo accorti che non è così. Trump ha cambiato totalmente la politica del suo Paese, e l’Europa non si è fatta trovare preparata”, ha detto il dem. “Il tema non è il riarmo dei singoli Stati, perché i Paesi europei, se si sommano le singole voci per la spesa militare, spendono già più degli Usa. Il tema è fare un ragionamento serio su una difesa europea, una politica estera europea”.

Subito dopo la vittoria Merz ha dichiarato di voler lavorare per migliorare l’amicizia franco-tedesca e per rafforzare i rapporti con la Polonia, annunciando che le sue prime missioni da cancelliere saranno a Parigi e Varsavia. “Io spero che Merz voglia giocare un ruolo europeo della Germania, e non un ruolo della Germania bilaterale con i vari Stati”, ha commentato Ciani a Fanpage.it. “Il partito popolare nella sua versione originale era molto europeista, spero che Merz scelga di far crescere la Germania all’interno di un disegno comune europeo”.

Per Fratelli d’Italia ora la Cdu deve chiamare l’AfD a governare.
Il viceministro degli Esteri e coordinatore nazionale della direzione di Fdi, Edmondo Cirielli, ha detto che i risultati delle elezioni del 23 febbraio ci dicono che ora l’AfD “non è più ultradestra. È ormai una destra di governo”, e quindi  “sarebbe un errore per la Cdu, che ha ottenuto una grande vittoria, non scegliere un governo di centrodestra e non istituzionalizzare Afd”.

Secondo Ciani “C’è un disegno della destra italiana e mondiale di staccare i popolari europei da un percorso storico di democrazia e di coalizione con il centrosinistra, per legarli mani e piedi ai sovranisti, e in questo senso vanno lette le dichiarazioni di Cirielli. Penso che la Cdu conosca molto bene AfD, le sue posizioni estremiste. Ma il fatto che un tedesco su cinque li abbia votati non vuol dire che debbano automaticamente entrare al governo”.

Che partita si apre ora per Meloni, visto che Merz si pone come il grande antagonista-interlocutore di Trump in Europa? Sarà per lei più facile dialogare con la Germania, adesso che è governata da una Cdu che ha fatto una decisa svolta a destra?

“Negli ultimi mesi, con una Germania debole, l’Italia ha avuto un’interlocuzione facile, visto che c’era un governo sfiduciato – ha detto Ciani – Se la Germania ritroverà la sua forza, e se metterà l’Europa al centro del suo progetto, l’Italia dovrà scegliere se giocare per un’Europa forte o se vorrà legarsi con chi vuole indebolire l’Ue. Questa è la sfida più importante per il nostro Paese e per i singoli Stati europei”.

Da FanPage

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