GIRO (DEMOS): SUBITO CANTIERI DI LAVORO IN TUTTE LE REGIONI, CON COMUNI E IMPRESE

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17 Aprile 2020


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La proposta di Democrazia Solidale al Governo: “Obiettivo 200 mila occupati nei settori dell’ambiente, della manutenzione e della tutela dei beni culturali. Costo 2 miliardi”

Roma, 17 apr. (Adnkronos) – Estendere a livello nazionale le positive esperienze già avviate in alcune regioni come Piemonte e Sicilia con i ‘Cantieri di lavoro’, grazie ad un investimento immediato di 2 miliardi. E’ la proposta che avanza l’ex viceministro Mario Giro, esponente di Democrazia Solidale, Demos, per creare migliaia di posti di lavoro della durata di un anno: una soluzione per far fronte ai milioni di disoccupati che provocherà l’emergenza Covid-19 in Italia.

“Abbiamo presentato oggi la proposta alla presidenza del Consiglio e ai partiti di maggioranza – racconta Giro all’Adnkronos – L’obiettivo del progetto è spalmare l’impatto della crisi post coronavirus su tre anni, permettere alle imprese di avere una specie di fionda che ti rilancia e dare un’occasione di un lavoro in più, anche a fine momento emergenziale, a chi adesso è disoccupato”.

“Non siamo contrari alla cassa integrazione o all’allargamento del reddito di cittadinanza. Invitiamo – rimarca – a creare situazioni di sussidio al lavoro, a vantaggio di chi lo ha perso, non di lavori socialmente utili nel senso vecchio del termine, perchè nei cantieri di lavoro è necessaria una formazione”.

Qual è la procedura? “Regioni, comuni o enti di diritto pubblico decidono che hanno bisogno di urgenti lavori in due tre settori ed attivano cantieri di lavoro, a carattere temporaneo e straordinario – risponde l’ex sottosegretario – A trarre beneficio da questa misura sarebbero tutti i percettori di reddito di cittadinanza, i disoccupati in generale ed indirettamente le aziende, con cui si potrebbero studiare formule miste. I beneficiari sarebbero poi eventualmente assorbiti, ad esempio nel caso di avvio operativo di opere pubbliche, dalle imprese titolari di appalti”.

I Cantieri aiuterebbero tra l’altro a potenziare e migliorare i servizi pubblici erogati a livello locale e sarebbero destinati ai settori dell’ambiente, della manutenzione e della tutela dei beni culturali. “Prevedono – prosegue Giro – una retribuzione a partire da 800 euro mensili, alternativa al reddito di cittadinanza, da sommare agli assegni familiari. Per i lavoratori autonomi Democrazia Solidale propone, invece, al Governo di prolungare al 30 settembre iL contributo di 800 euro al mese, come contributo minimo”. Per questa misura si stima una spesa di circa 12 miliardi, che si può ottenere anche in parte con sgravi fiscali sul reddito dell’anno in corso.

Dalle stime del dopo Covid-19, seconod Demos, si prevede un crollo del Pil attorno al 10%, che provocherà nell’immediato almeno 400.000 disoccupati in più (soprattutto contratti a termine e stagionali, specialmente nel settore alberghiero, ristorazione, commercio, logistica, pmi del manifatturiero), senza contare la contrazione del sommerso. Il tasso di disoccupazione risalirebbe al 12%, dopo che nel febbraio 2020 si era registrato un 9% (il migliore dal 2008 quando iniziò la crisi finanziaria). Numeri che si sommano a oltre 3 milioni di poveri, persone senza alcun reddito, e 1 milione circa di cassintegrati. Complessivamente si stima nel 2021 una fascia di popolazione in sofferenza pari al 15%, oltre 10 milioni di persone.

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