Il bene comune al «centro» la politica che piace ai giovani

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14 Novembre 2019


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Manca da troppo tempo una politica all’altezza delle potenzialità che l’Italia può esprimere all’interno dei grandi processi di cambiamento del nostro tempo. Una politica in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di dare il meglio di sé nella realizzazione dei propri progetti personali e nel contributo al bene comune. Una recente indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo mostra come proprio l’attenzione al ‘bene comune’ sia il valore più ampiamente riconosciuto dalle nuove generazioni italiane ma che più sentono mancare. In particolare quasi il 95% degli intervistati lo considera importante per il funzionamento di una società che oltre a produrre ricchezza riesca a promuovere il benessere di tutti i cittadini. A ritenere però che nel nostro Paese si faccia molto poco in questa direzione sono ben tre giovani su quattro.

L’impegno verso il bene comune riguarda tutti, ma dovrebbe essere il principale compito dei partiti politici e delle istituzioni. Quando la politica non è all’altezza di tale compito si ottiene non solo un’economia che non cresce, ma ancor prima e ancor più una società in cui domina l’interesse di parte che si alimenta di diffidenza e sfiducia. Non a caso i giovani intervistati vedono come principali carenze nel Paese: una scarsa capacità di riconoscere e premiare l’onestà e il valore dell’impegno personale; un allargamento delle diseguaglianze sociali e generazionali; un restringimento delle opportunità di mobilità sociale assieme ad un indebolimento della solidarietà verso chi rimane più indietro.

Eppure, nonostante la critica verso l’attuale offerta politica che tende a portare alla disaffezione, rimane larga la consapevolezza che la politica stessa, se orientata al bene comune, è uno strumento cruciale per poter migliorare la società in cui si vive (80,2%). Mancano però il riscontro e l’esperienza di una azione pubblica davvero intesa e vissuta in questo modo. Questo porta solo una minoranza di giovani a dichiarare piena vicinanza ai partiti e ai movimenti oggi presenti in Parlamento. Nessun partito ottiene, infatti, un consenso convinto (voto 8 o superiore in scala da 1 a 10) superio- re al 20%.

La Lega, che risulta essere la forza con più capacità catalizzatrice, arriva al 18,1% di intervistati che accordano forte vicinanza. Inoltre chi esprime un giudizio decisamente favorevole al precedente governo è pari al 13,3% e rimane comunque basso (15,9%) anche verso quello in corso. il ritratto di un Paese in cui le nuove generazioni faticano a rispecchiarsi e a trovare ciò che cercano. In particolare, il desiderio di una politica più orientata al bene comune, più credibile, più vicina alle persone, più in grado di mettere in modo le energie positive del Paese, si trova profondamente inappagato.

Indicazioni interessanti sul disallineamento tra offerta politica e domanda delle nuove generazioni si ottengono anche rispetto all’orientamento sull’asse destra-sinistra. I giovani che si autocollocano a destra sono l’11,9% contro l’8,5% di chi si posiziona a sinistra. Anche coloro che si collocano nel centro-destra (18,6%) sono prevalenti rispetto a chi sceglie il centrosinistra (13,3%). La concentrazione maggiore è comunque quella di chi si posiziona al centro (23,4%).

Se però si considerano i giovani laureati, il rapporto tra centro-sinistra e centro- destra si ribalta (21,3% contro 19.0%), mentre il centro si rafforza ulteriormente (25,4%). La differenza tra i laureati e gli altri giovani è soprattutto dovuta al fatto che tra questi ultimi è maggiore il dato di chi non si colloca e corrispondentemente più debole risulta il riconoscimento nell’of- ferta politica più a sinistra. Lo spazio al centro appare, invece, contenere una domanda molto più ampia rispetto alla proposta politica attualmente presente.

L’offerta dei partiti si è finora soprattutto indirizzata con efficacia a catturare il consenso di chi si posiziona agli estremi, in particolare verso destra, o di chi non si colloca. Questi dati ci dicono che è soprattutto al centro che oggi si può sperimentare qualcosa di nuovo che possa aver successo nel convincere e coinvolgere le nuove generazioni. In questo spazio il mondo cattolico può agire da protagonista, se in grado di contribuire ad una nuova proposta aperta di azione per il bene comune, che guardi al futuro e resista a riedizioni più o meno nostalgiche del passato.

Indagine promossa dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, condotta tecnicamente da Ipsos PA attraverso campione casuale rappresentativo dei giovani residenti sul territorio italiano nati dal 1985 al 1999 stratificato per quote di genere per età, livello di scolarità, condizione lavorativa per area geografica di residenza, area geografica di residenza per dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 1.000 interviste (su 2.248 contatti), mediante metodologia CAWI, dal 2 all’8 ottobre 2019. Il documento informativo completo riguardante il sondaggio sarà inviato ai sensi di legge, per la sua pubblicazione, al sito www.sondaggipoliticoelettorali.it.


Fonte: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-bene-comune-al-centro-la-politica-che-piace-ai-giovani?

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