L’aula di Montecitorio ha ospitato un passaggio politico decisivo sulla gestione delle politiche familiari in Italia. Il Segretario Nazionale di Demos, Paolo Ciani, è intervenuto con fermezza sulla proposta di legge unitaria delle opposizioni, un testo che punta a trasformare radicalmente il sostegno alla genitorialità attraverso l’innalzamento dell’indennità di maternità al 100% e l’istituzione di un congedo di paternità paritario e strutturale di cinque mesi.
La crisi demografica non si risolve con la propaganda
L’analisi di Ciani parte da un dato di realtà inconfutabile: la denatalità in Italia non è un fenomeno naturale ma un termometro sociale che misura la fiducia e la stabilità delle giovani coppie. Con le nascite scese sotto la soglia delle 370.000 unità e un numero medio di figli per donna fermo a 1,18, il Segretario ha ribadito che la crisi demografica non si risolve con la propaganda o con narrazioni colpevolizzanti verso le nuove generazioni, ma attraverso condizioni economiche e tutele normative che rendano la scelta di avere un figlio sostenibile e dignitosa.
Il cuore della proposta risiede nel superamento del divario retributivo che colpisce le madri. Portare l’indennità dall’attuale 80% al 100% significa riconoscere che la maternità non può essere trattata come una riduzione fisiologica del reddito o come un costo privato da scaricare sulle famiglie. Parallelamente, l’introduzione di un congedo di paternità obbligatorio e lungo mira a scardinare il pregiudizio che vede la cura come una questione esclusivamente femminile. Solo rendendo la presenza dei padri una dimensione ordinaria e strutturale del ciclo lavorativo è possibile interrompere il circolo vizioso che penalizza le donne nella carriera e nel reddito.
Le famiglie non chiedono bonus episodici
L’intervento del Segretario di Demos ha inoltre evidenziato l’atteggiamento sfuggente della maggioranza durante i lavori in Commissione. Ciani ha denunciato la contraddizione di una politica che esalta la famiglia come simbolo, ma evita il confronto quando si tratta di investire risorse su tempi di vita e servizi. La richiesta rivolta al Governo è di non affossare o scansare il provvedimento: le famiglie non chiedono bonus episodici ma tempo e sicurezza, la certezza di non subire un arretramento professionale o economico a causa della genitorialità.
In conclusione, la proposta di legge rappresenta un bivio per il Paese tra la strada dei piccoli interventi frammentati e una riforma di civiltà che garantisca diritti universali ed esigibili. Per Demos, una politica seria per la famiglia deve essere innanzitutto una politica del lavoro e dei servizi, capace di ridurre la paura del futuro e di costruire coesione sociale senza lasciare indietro chi vive in condizioni di precarietà o in aree prive di reti di supporto.
Per rimanere informato sulle attività di Demos
Newsletter