Roma, 14 febbraio – Una giornata densa di significato politico e civile quella che ha visto Paolo Ciani partecipare al primo evento pubblico del neonato CIR (Comunità Islamiche Romane). Un incontro che segna una tappa fondamentale per il tessuto sociale della Capitale, mettendo al centro i temi della libertà di culto e della cittadinanza attiva come pilastri della nostra democrazia.
L’evento, svoltosi in un clima di grande partecipazione, ha ribadito come la tutela dei diritti delle minoranze religiose non sia una concessione, ma un fondamento dell’ordinamento italiano.
Proprio su questo fronte, Paolo Ciani ha voluto richiamare con forza la sua recente battaglia in Aula alla Camera dei Deputati, dove ha denunciato il tentativo del Governo di comprimere ulteriormente le libertà fondamentali.
L’attacco alle libertà: la denuncia alla Camera
Nel suo intervento a Montecitorio, Ciani ha espresso un fermo “No” a una norma definita “sbagliata, ingiusta e pericolosa”. Il provvedimento contestato mira a impedire alle comunità religiose che non hanno sottoscritto un’intesa con lo Stato di utilizzare i propri locali come luoghi di culto, utilizzando il pretesto della compatibilità urbanistica.
“Smettetela di associare la parola musulmano alla parola terrorista. Offendete milioni di esseri umani che spesso sono le prime vittime dei terroristi”.
Con queste parole, Ciani ha smascherato la natura ideologica della norma, sottolineando come l’Articolo 19 della Costituzione garantisca a tutti il diritto di professare liberamente la propria fede, sia in forma individuale che associata.

Sicurezza e Integrazione: la visione di Demos
La posizione di Paolo Ciani e di Demos è chiara: indebolire le comunità religiose significa esporle a rischi maggiori e favorire la clandestinità. In un momento storico così delicato, il dialogo con gli Imam e le comunità sul territorio è lo strumento principale per: evitare la radicalizzazione delle giovani generazioni, costruire un tessuto di convivenza che eviti spaccature e lacerazioni nei quartieri e garantire la coesione sociale, riconoscendo che la presenza di circa 2 milioni di cittadini musulmani in Italia è una realtà strutturale che richiede accoglienza e non disprezzo.
Dalle Domus Ecclesiae ad Abu Dhabi: un cammino di fratellanza
Richiamando le radici del cristianesimo e lo “spirito di Assisi” promosso da Giovanni Paolo II, Ciani ha ricordato che la fede non può essere fermata da un divieto urbanistico. Ha citato lo storico documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, che condanna l’estremismo e l’uso politico delle religioni.
“Che facciamo, crediamo all’importanza dei diritti solo in trasferta?”, ha incalzato Ciani, denunciando l’ipocrisia di chi si scandalizza per la persecuzione dei cristiani nel mondo ma agisce per limitare la libertà di culto in Italia.
Solidarietà e fraternità
La partecipazione di Paolo Ciani alla nascita del CIR e la sua ferma opposizione parlamentare confermano l’impegno di Demos per una società aperta e plurale. Nonostante i tentativi di creare fossati e divisioni, la strada tracciata è quella della solidarietà e della fraternità, valori che restano i fondamenti insostituibili della nostra Repubblica e dell’Europa tutta.