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Migranti, Bartolo: basta soldi alla guardia costiera libica

5 Maggio 2021 Martina Fabiani Nessun commento NEWS, PRIMO PIANO, RASSEGNA STAMPA

Intervista Dire.it

Pietro Bartolo: “Se Salvini continua a tirare fuori certi discorsi se ne può andare tranquillamente all’opposizione”

ROMA – “Stiamo finanziando dei delinquenti. Questa storia deve finire”. Pietro Bartolo chiede all’Italia di non rinnovare il sostegno alla Guardia Costiera libica.

A fine maggio è previsto l’arrivo a Montecitorio del decreto che rifinanzia la missione in Libia. Lo scorso anno sono stati stanziati 58 milioni di euro, di cui 10 per l’assistenza alla Guardia costiera, accusata dalle Organizzazioni internazionali di violenze nei confronti dei migranti. L’ultima denuncia pochi giorni fa, da parte della ong tedesca Sea Watch.

Il medico di Lampedusa, vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, invita il governo e i parlamentari ad interrompere il flusso di fondi che da Roma arriva a Tripoli.

“Abbiamo le prove di quello che fanno. I migranti vengono trattati in modo disumano. Affidare a questa gente un mandato di ricerca e salvataggio in mare significa affidargli un lavoro sporco. Io condivido quello che dice il nostro presidente del consiglio: è immorale non scegliere. Ecco allora è venuto il momento di scegliere. Il salvataggio in mare torni all’Europa. L’Italia per prima si schieri per questo principio“, dice Bartolo, intervistato dalla Dire.

A Bruxelles la risoluzione che chiedeva al Parlamento europeo un impegno in questa direzione è stata bocciata per due voti. “Ma bisogna insistere e devono farlo anche i parlamenti nazionali. Non è possibile affrontare il fenomeno della migrazione con il filo spinato. Non è possibile – aggiunge Bartolo- fare accordi con la Libia e la Turchia. I campi di detenzione vanno chiusi, sia in Libia che in Bosnia Erzegovina”.

Con Mario Draghi l’Italia potrebbe arrivare a una svolta anche in Europa. Venerdì e sabato si tiene il Consiglio informale dei capi di stato e di governo a Oporto. “Io ho fiducia in Draghi. In particolare spero che faccia capire ai suoi colleghi che anche il nuovo Patto sulla migrazione non va bene. Ci vuole il ricollocamento obbligatorio tra gli Stati membri e l’istituzione di una missione di ricerca e salvataggio a guida Ue. Questo significa che il Patto si ispira alla solidarietà tra gli Stati e verso i migranti”, spiega l’europarlamentare Pietro Bartolo.

Il governo è espressione di una maggioranza molto larga. A destra c’è la Lega di Salvini. Questo frena lo spirito riformatore nel senso da lei auspicato. Lo si vede ad esempio sullo ius soli, la riforma della cittadinanza. “Lo ius soli va fatto immediatamente, checchè ne dica Salvini. Come dice Enrico Letta non dobbiamo avere paura delle critiche quando sono in gioco valori come l’accoglienza, l’integrazione, il rispetto della persona. Su certi temi non si deve cedere neppure di un millimetro”, spiega il medico lampedusano.

In Parlamento si vocifera che le tensioni tra Salvini e il governo possano portare a un cambio di maggioranza. Anche in Forza Italia si delinea un’ala governista e un’anima di centrodestra. Arriva una maggioranza Ursula? “Io spero che Draghi riesca a far ragionare tutti. Ma se Salvini continua a tirare fuori certi discorsi se ne può andare tranquillamente all’opposizione. Ci sarebbe comunque una maggioranza per continuare. Se Draghi riesce in questa impresa è davvero bravo”.

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