Graziano Delrio
Bene, allora, grazie a tutti, grazie a Paolo, grazie a tutti gli amici che oggi hanno fatto uno sforzo per essere insieme qui so che qualcuno è venuto anche da lontano, quindi un grazie particolare a voi e Benvenuti avete visto questa giornata è organizzata da diverse associazioni, da comunità democratica, da Demos, da Basilicata, casa Comune da perda campo-base, cioè da associazioni che hanno fatto del loro impegno di territorio e sul territorio coinvolgendo persone non impegnati in politica, hanno fatto di questo impegno il loro modo di fare politica e di animare appunto le loro comunità.
Il titolo di oggi l’avete visto è comunità costruire comunità.
La parola comunità è la parola chiave nella giornata di oggi, la crisi che stiamo vivendo è una crisi profonda e questi queste associazioni, queste persone insieme sono convinte che appunto, costruire comunità forti e capaci di cooperare e di tenersi insieme di stringersi insieme sia lo strumento più efficace per combattere le malattie,
Che stanno
Attanagliando il nostro mondo, la guerra, la malattia della democrazia, sono malattie profonde e anche la crisi energetica ha una risposta nel l’iniziativa comunitaria e quindi abbiamo bisogno noi crediamo, oggi ci siamo riuniti qui perché crediamo che ci sia bisogno di uno sforzo in questa crisi così profonda di uno sforzo non usuale,
Di uno sforzo nuovo, di progettualità, di pensiero, che ci sia bisogno di uno sguardo lungo, non legato alle contingenze elettorali, ma legato a un lavoro costante sui territori e che sia uno sforzo non orientato dagli interessi di parte ma che sia orientato da Fini profondi da principi profondi e quindi è un tempo di seminare nuove idee per i nuovi tempi e disseminare le con libertà ecco, nelle nostre associazioni c’è libertà, c’è libertà,
Di pensiero e di azione, ma è una libertà che viene da persone che hanno tradizioni solide noi molti di noi hanno legami profondi con l’ispirazione cristiana, con la cultura cattolico democratica, ma noi crediamo anche che sia il momento in cui la cultura socialista e la cultura liberale si uniscono insieme fanno uno sforzo comune perché in campo c’è una proposta alternativa al mondo a cui siamo stati abituati eravamo abituati a un mondo di pace,
Di democrazia, di equilibrio dei poteri, e siamo di fronte a una a un mondo dove il mercato veniva regolato dalle leggi dello Stato e siamo di fronte, invece, una proposta che può sconvolgere il nostro mondo che lo sta sconvolgendo oggi c’è qui, per esempio Marianna Madia perché ha fatto una proposta per regolare l’uso dei social e allora quelle quella violenza tecnologica che non è,
E che non è una violenza qualsiasi, entra nelle nostre case, abbiamo bisogno cioè di trovare strumenti insieme per difenderci anche dalla nuove stagioni, anche dall’irrompere, delle nuove delle nuove rivoluzioni industriali allora.
Oggi noi affermiamo intanto un principio chiaro, noi scegliamo un codice comunitario, io sono medico, so che cos’è un codice genetico, allora abbiamo un codice comunitario, cioè siamo convinti che la cornice di tutte le idee e le idee possono essere tanti. I colori di ognuno può, possono essere diversi da quelli dell’altro, ma c’è bisogno di una cornice chiara, di una linea orientativa di una luce. Diciamo che ci orienti di fronte al buio e alla notte che abbiamo davanti, e quindi un codice comunitario che è la cornice è il senso di tutte le idee che oggi troverete delle idee che vengono dai territori, le idee che vengono sull’Europa, quelle che vengono per affrontare la crisi energetica, questo codice comunitario visibile intanto sul fatto che questa iniziativa si fa insieme tra varie associazioni e questo insieme, permettetemi, merita attenzione, merita attenzione, perché agire insieme, mettersi alla prova insieme, fare esperienze, cooperare insieme è il modo migliore per raggiungere gli obiettivi che ciascuno di noi ha un un profeta del federalismo europeo De Rougemont diceva che una società ecologica forma ai propri cittadini e la cooperazione e l’autodeterminazione allo spirito di creatività.
Gli obiettivi dell’educazione non sono l’adattarsi agli interessi mercantili o il venire a patti con uno sviluppo della tecnica, ma gli obiettivi dell’educazione sono sviluppare lo spirito, il badare allo sbocciò dei talenti all’interno di una cultura della cooperazione, una cultura della cooperazione e una cultura comunitaria, perché per avere più potere sui meccanismi che entrano nella nostra vita, appunto, noi crediamo che dobbiamo scegliere un’opzione cooperative comunitaria. Unire il piccolissimo all’universale diceva un famoso filosofo, perché solo in questo modo siamo in grado di resistere e di governare i processi che abbiamo davanti, piccolissime, universale, del motivo per cui oggi ci sono insieme argomenti, sentirete parlare dei Comuni, dei piccoli comuni, delle esperienze comunitarie, abbiamo l’onore di avere con noi il Presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi, a cui sono particolarmente grato perché è qui con noi
E abbiamo appunto il piccolissimo in universale, nel senso che dalla piccola comunità locale a ragioniamo della Comunità europea quanto è bella questa parola, Comunità europea purtroppo, purtroppo era stato sostituito da Unione, ma va bene lo stesso, l’importante è che ci sia lo spirito comunitario e avremo qui uno dei fondatori, uno de de de dei padri veri della della nuova Comunità europea cioè Romano Prodi che si collegherà,
Subito dopo, e quindi un grande grazie anche a Romano che ci sta seguendo in questo sforzo di libertà e di pensiero, senza con molta affetto e con molta sapienza, ecco e quindi e poi avremo anche la la il ragionamento sulle sull’energia perché la crisi in cui siamo immersi la crisi energetica è una crisi profondissima e quindi in tutte queste il professor Becchetti ci parlerà delle Comunità energetiche rinnovabili, ma ci dirà anche che forse le risposte alla crisi energetica sono più vicine e più semplice di quello che pensiamo e che le risposte le
Alla crisi energetica non è quella di abbandonare la strada delle energie pulite, ma è quella di perseguirla fino in fondo, ecco allora un codice comunitario che dice che, appunto, dalla dal Comune alla Comunità europea alla crisi energetica ed democratica, un codice comunitario che dice che la comunità è la risposta più efficace ai bisogni,
Che ogni uomo ha Simone Veil diceva che l’uomo ha bisogni fisici.
Il bisogno di una casa, di un lavoro, di di una come dire, di una di una del del cibo o no, delle cose più essenziali e da bisogni spirituali, ha bisogno di essere ascoltato, ha bisogno di essere di entrare in relazione con le persone, ha bisogno da un punto di vista spirituale di sentirsi parte di una comunità, ebbene e quindi noi pensiamo che appunto,
Riflettere su questo sia fare un esercizio di realismo. Le comunità energetiche permettono un abbattimento della bolletta del 40% in coloro, per coloro che ne fanno parte, fare il semplicemente i consumatori e la scelta sbagliata e la scelta sbagliata. Fare i consumatori in comunità è la scelta giusta. Produttori e consumatori della tua indipendenza energetica e quindi noi sappiamo poi anche per esperienza you pick all’esperienza ce l’ho che anche educare i figli ha bisogno della comunità. Una famiglia non è autosufficiente se non ci sono buone scuole. In questi giorni avete visto, è venuta la principessa Reggio Emilia nella mia città a vedere gli asili più belli del mondo. No, grazie a un applauso
Un applauso alle scuole dell’infanzia, no e e quindi è venuta dalla principessa perché ma io credo che la famiglia debba educare i suoi figli e la prima responsabile, guai se questa generosità familiare, se questa responsabilità familiare fosse delegata, ma non si può fare da soli perché se non hai una scuola che ti aiuta una comunità educante che ti aiuta se non hai un quartiere con le associazioni di quartiere che ti tengono insieme, lo dirà Stefano Lepri, dopo parlando del riformismo comunitario, se non hai cioè delle iniziative che ti tengono insieme il bis, lo sforzo educativo della famiglia rischia di diventare di diventare vano o no
O no, allora, vedete, dobbiamo aprire gli occhi su questa, su questo realismo comunitario, dobbiamo Rea, aprire gli occhi, perché questa è la, è, la diciamo la verità delle cose, allora anche questo tempo di dolore di crisi può trovare, appunto può trovare delle risposte e noi presenteremo oggi dentro una cornice di senso molto chiara di un codice comunitario molto chiaro presenteremo dell’idea appunto delle idee molto concrete le comunità locali presenteranno le loro esperienze,
E la Comunità europea, la nostra comunità europea, Romano Prodi, parlerà in nella sua nella sua relazione anche del fatto che la Comunità europea oggi deve fare un salto di qualità.
E non può rispondere con appunto mezzi usuali a una crisi epocale, deve fare un salto di qualità, superare l’unanimismo, quello che è stato il patrimonio storico fondativo della Comunità europea, va ripensato e rilanciato qualcheduno dice, ma non ci sono i mezzi e che non è vero.
L’euro, che è diventata la cosa più familiare a noi partii per iniziativa di pochi Paesi, l’euro non fu fatto l’unanimità dei 27 Schengen, che è un grande spazio di libertà in cui i nostri figli sono cresciuti, in cui hanno vissuto la come dire la bellezza di sentirsi europei di sentirsi a casa in ogni capitale, Schengen è nato dall’iniziativa di pochi Paesi che hanno guidato, hanno creato istituzioni, regole e queste regole poi sono diventate attrattive per gli altri Paesi e quindi,
Romano ci parlerà del coraggio, che è necessario appunto in questa. In questo contesto e Becchetti, ci dirà anche una cosa vera, che ha detto anche la Presidente von der Leyen ha recentemente cioè che in 60 giorni di guerra, in 60 giorni di guerra, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è salita di 27 miliardi. Spendiamo 500 milioni di euro al giorno al giorno, cosa potremmo fare con 500 milioni di euro al giorno? Cosa potrebbero fare i sindaci se avessero a disposizione? Se è vero Gaetano 500 milioni di euro al giorno e quindi non possiamo continuare a dipendere anche qui è il momento del coraggio, è il momento della della capacità, è il momento della capacità di pensiero e di azione comune, quindi serve una mobilitazione di tutte le risorse davvero della società
Culturali e politiche. Io ho detto spesso in questi giorni m’hanno detto l’anno scorso un anno e mezzo fa a Milano che up i partiti non possono essere interpreti della società completamente, i partiti hanno bisogno della società, ma non lo dico per dire che non sono importanti. I partiti sono importantissimi, ma la società nel suo complesso è quella che consente la reazione che consente quella che De Rita. Ho fatto un convegno con De Rita la settimana scorsa con Giuseppe De Rita e che consente quel meccanismo che lui ha definito l’auto propulsione. Le comunità che si affrancano davvero e perché queste iniziative sono capaci di mobilitare energie dal basso e quindi, per far fronte a una situazione di crisi così profonda, le esperienze civiche, le esperienze di ispirazione cristiana e non solo le alleanze per battaglie comuni, come ha esortato a fare la Chiesa, per esempio a Taranto,
Vi ricordate a Taranto, quando la Chiesa disse?
Investiamo le parrocchie investano sulle comunità energetiche, allora queste alleanze per queste battaglie comuni sono molto importanti e noi oggi per noi è un appuntamento che un pezzo di un percorso perché da domani nelle nostre, nei nostri gruppi territoriali di comunità democratica, di tutte le associazioni di per eccetera eccetera eccetera noi insisteremo perché queste battaglie diventino battaglie che si spostano a sui territori in maniera sempre più forte.
Allora penso che di avere quasi esaurito il mio tempo e devo dare il buon esempio, perché mi manca solo un minuto, un minuto semplice, la parola crisi per noi medici.
È una parola, noi, i medici, interpretiamo la parola crisi che nasce appunto dentro l’ambito medico, perché è una parola che a noi piace molto, perché è il momento in cui il medico capisce.
Capisce se il paziente sopravviverà o morirà.
E quindi è un momento in cui prendiamo coscienza, ora noi abbiamo veramente, io credo, lo dico non per esortare al pessimismo, ma lo dico per esortare all’azione noi abbiamo veramente una crisi della democrazia e il paziente democrat, la democrazia, mai come in questo momento rischia di,
Morire e non di sopravvivere, la gran parte della popolazione mondiale non è più sotto regimi autenticamente democratici, questo non è un fatto da poco, si pensa cioè che la democrazia non sia più in grado di dare le risposte alle comunità.
E questo è un fatto gravissimo, l’Europa è in crisi, può sopravvivere o può morire se leggete ieri la relazione, in questi giorni, la relazione del del professor Draghi capite, quanto sia drammatica la situazione o prendiamo scelte radicali o altrimenti l’Europa, la nostra Europa,
Quello spazio di libertà ne parlerà, Silvia Costa, ne parleranno, altri, ne insomma, adesso non cito tutti questo spazio di libertà enorme ne parlerà Marco Tarquinio che abbiamo conquistato grazie alla alla visione dei nostri padri fondatori rischia di morire, quindi siamo in un momento in un momento di crisi e allora,
L’ultimo messaggio è questo, ognuno di noi, ognuno di noi, è se si alza in piedi e il più potente agente di cambiamento politico che la storia conosca. Guardate, io faccio opposizione al governo Meloni da diversi anni noi siamo associazioni dichiaratamente dentro una cornice di centrosinistra, quindi non abbiamo ambiguità, diciamo e io faccio l’opposizione però la più grande, il più grande fatto di opposizione di questi ultimi quattro anni è stato un referendum dove i giovani hanno detto alla politica, ma scusate, ma di cosa state parlando? Noi qui stiamo andando via più di 100.150 mila giovani se ne vanno, non abbiamo speranza, non abbiamo certezze nel futuro, siamo demoralizzati e voi vi occupate, e allora noi diamo un segnale, c’è stato la gente comune, la gente semplice che ha detto no, però a noi l’equilibrio dei poteri ci interessa ancora. Ci interessa ancora che non ci sia un eccesso
Di potere, la l’Europa è nata proprio per limitare gli eccessi del potere, no, questa è stata una delle cose fondativo e quindi c’è stata una mobilitazione, ognuno ognuno di ogni persona ha dato un segnale.
Eh eh, come dire, si è alzato in piedi, allora ci si può alzare in piedi e prendere la parola da soli ed è un atto di re, di eroismo, di e coraggio, lo ammiriamo un atto di eroismo e di coraggio.
O ci si alza in piedi insieme e quando ci si alza in piedi insieme è un fatto politico, è un fatto che determina un cambiamento, una rivoluzione nelle nostre comunità familiari locali, nazionali ed europee, e quindi oggi noi vogliamo fare questo gesto di alzarsi in piedi insieme e di dire che siamo disponibili a essere insieme nella diversità per combattere la buona battaglia che ci portiamo nel cuore e che risponde ai bisogni di ogni uomo e di ogni donna di cui siamo fratelli grazie.