Promosso il Manifesto “inclusione per una società aperta” rivolto a tutti gli amministratori locali

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3 Agosto 2018


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Presentato in Senato “Inclusione per una società aperta” il #manifestoinclusione degli Amministratori locali d’Italia. C’è chi conosce la realtà prima della narrazione e non si rassegna all’imbarbarimento della società. Per aderire manifestoinclusione@gmail.com. Per ricevere l’appello pciani@regione.lazio.it

Migranti, manifesto degli amministratori locali per l’inclusione
Prima firma Zingaretti, aderenti Sala, De Magistris e Pizzarotti
Roma, 3 ago. (askanews) – E’ stato lanciato oggi il manifesto degli amministratori locali “Inclusione per una società aperta”, pensato e diffuso dai capigruppo regionali del Lazio Alessandro Capriccioli, Marta Bonafoni, Paolo Ciani, Mauro Buschini e Daniele Ognibene, e rivolto a tutti gli amministratori locali d’Italia che abbiano a cuore la tematica dell’immigrazione e vogliano rifiutare, con azioni concrete, la narrazione distorta che parla di invasione, sostituzione etnica e difesa dei confini.

“In Italia viviamo una situazione senza precedenti – dichiara Alessandro Capriccioli, capogruppo di +Europa Radicali -.
Attraverso una strategia quasi scientifica è stato imposto un racconto sull’immigrazione che alimenta l’odio e lo sfrutta per ottenere consensi. Questo manifesto si rivolge agli amministratori locali che affrontano sul campo il tema dell’immigrazione con risultati virtuosi che spesso smentiscono quel racconto, ed è uno strumento per formare una rete istituzionale che potrà diventare un interlocutore autorevole e credibile in primo luogo di questo Governo, dettando indicazioni, strategie e proposte”.

“Noi conosciamo una realtà – spiega Paolo Ciani, capogruppo Centro Solidale – fatta di un popolo variegato che vive tra noi in pienamente integrato, che contribuisce alla nostra vita e fa parte del tessuto sociale, nelle scuole, nelle fabbriche, nei campi, nelle case. Che non fa notizia, che nessuno racconta. Noi vogliamo, partendo dagli amministratori locali che conoscono la realtà ancor prima della narrazione, costruire una rete di amministratori che ragionano e vedono il fenomeno dell’immigrazione in maniera diversa. Questa narrazione distorta sta portando a un imbarbarimento della nostra socità. Gli episodi di questi giorni rappresentano solo la punta dell’iceberg di un atteggiamento diffuso: sappiamo tutti che esistono degli istinti bassi che appartengono a tutti gli esseri umani e che, se trovano una loro legittimazione nelle istituzioni, diventano un problema.
Quando si parla di esseri umani come parassiti si raggiunge un livello molto pericoloso. Noi vogliamo agire sul presente perchè lo vogliamo diverso, e riteniamo significativo che la prima adesione sia stata quella del Presidente Zingaretti”.

“I numeri della presunta invasione – dice Marietta Tidei, consigliera regionale del Pd – raccontano storie di sofferenza di quel 2% di cittadini che parte dall’Africa e arriva qua. Oggi viene raccontato solo il brutto dell’immigrazione, ma noi siamo qui per dire che c’è anche molto che ha funzionato: il programma Sprar è un esempio virutoso. Vogliamo attivare una rete di amministratori locali che ogni giorno hanno a che fare con l’immigrazione e che servirà innanzitutto per riportare nel dibattito politco il concetto di accoglienza positiva, di gente che sa costruirsi una vita. Dobbiamo dire che per il nostro paese l’immigrazione costituisce una ricchezza e dovremmo ricordare a tutti che la fame non è una colpa e le persone che sono qui rappresentano un valore inestimabile”.

“Noi abbiamo una responsabilità e abbiamo intenzione di esercitarla fino in fondo – conclude Marta Bonafoni, capogruppo della Lista civica Zingaretti -. Ci sono due pallottolieri che dobbiamo considerare: il primo, drammatico, è quello che oggi parla di tre aggressioni di stampo razzista nel giro di poche ore, quella denunciata da Don Biancalani contro i ragazzi della sua comunità, quella ai danni di un ambulante a Napoli e in ultimo il lancio di bombe carta contro i rom sfollati del Camping River. Tre fatti drammatici che si inseriscono nella scia dei 33 episodi di razzismo da quando si è insediato il Governo Salvini – Di Maio. Noi oggi siamo qua per un altro pallottoliere che vogliamo nutrire: aggiornare un file che abbiamo aperto due giorni fa e che oggi, nel momento in cui annunciamo l’appello, conta già quasi 200 adesioni. La prima firma è del Presidente, ma insieme a lui ci sono 200 amministratori locali in tutta italia che stanno dicendo: noi vogliamo esserci. Tra loro Beppe Sala, sindaco di Milano, Luigi De magistris, sindaco di Napoli, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e numerosi assessori e consiglieri regionali, sindaci, presidenti di munuicipi e consiglieri comunali e municipali, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia. Quello che conta è la quantità e la pronta risposta che stiamo avendo: la distribuzione geografica ci dice che c’è un’altra italia, che con questo appello diventa una rete istituzionale che si pone come interlocutrice del Governo”.

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