Abruzzo | Regionali, D’Alfonso: per Marsilio e Meloni unico campanile quello di Pescara

12 Febbraio 2024

Abruzzo | Regionali, D’Alfonso: per Marsilio e Meloni unico campanile quello di Pescara

“È possibile che ci sia ancora chi pensa che non sia chiaro il disegno dell’Abruzzo di domani che Giorgia Meloni e Marco Marsilio hanno delineato a Pescara? Lo Jemo ‘nnanzi pronunciato a Pescara assume un tono beffardo che solo un estraneo alla storia della nostra regione come Marsilio può pensare di utilizzare in maniera così fuori luogo”.

Così, in una nota, il coordinatore regionale di Demos Abruzzo, Alfonso D’Alfonso, candidato alle elezioni regionali del 10 marzo con la lista Abruzzo Progressista e Solidale.

“La presidente Meloni ha annunciato le grandi infrastrutture su cui poggerà la regione di domani con lo stanziamento di un miliardo e trecento milioni circa – aggiunge D’Alfonso – Intervento per la difesa della costa, quattrocento milioni, raddoppio e velocizzazione del collegamento ferroviario Pescara-Roma 730 milioni, sviluppo aeroporto Liberi e la già in essere infrastrutturazione del polo industriale di val di Sangro con annesso potenziamento dei porti di Ortona e Vasto all’incirca altri 200 milioni. Le briciole nel vero senso della parola sono per le aree interne: 20 milioni per i borghi, e quanto rimane spalmato su tutta la regione”.

“Questo in sintesi – osserva – è stato l’annuncio fatto all’Aquila da Meloni a una platea plaudente di amministratori di destra che o non hanno capito cosa diceva o sanno bene di tradire le popolazioni che amministrano. Certa ormai anche la nascita della grande Pescara, la dorsale Adriatica sarà a tutti gli effetti l’area urbana, industriale, logistica e dei servizi di tutto l’Abruzzo, le briciole di quello che rimane andrà all’Abruzzo interno, sempre più fragile, spopolato e soprattutto privo di una visione strategica”.

“Fino agli anni 90 del secolo scorso – continua D’Alfonso – la politica ha governato le scelte per lo sviluppo supplendo alla fragilità del sistema economico delle aree interne, ma ormai con una classe politica inconsistente e impreparata questa parte della regione non ha futuro. Il collegio unico regionale, obiettivo strategico della politica di Marsilio è il colpo finale a ciò che rimane della nostra capacità di eleggere rappresentanti in consiglio regionale. Questo non è sconfiggere il campanilismo ma mettere l’Abruzzo intero sotto un unico campanile, quello della grande Pescara. Quello che è mancato alla politica delle aree interne è il fatto che non sia riuscita, anzi di non aver neanche provato, a definire un modello parallelo e competitivo dell’Area interna regionale e Aquilana in particolare”.

“Negli anni 66/67 del secolo scorso la lobby politica economica costiera mirava a realizzare un tracciato autostradale Pescara-Roma che avrebbe tagliato fuori L’Aquila e Teramo. Allora la Politica delle aree interne che aveva in Lorenzo Natali il punto di riferimento riuscì a bloccare il disegno e impose il collegamento autostradale Teramo-L’Aquila-Roma che ruppe il nostro isolamento e il tentativo di farci rimanere dentro un recinto di montagne. Poi fu la stagione dell’università, dei centri di ricerca, dei nuclei industriali dell’Italtel e della Maicron, del consorzio delle cooperative e delle istituzioni culturali e dello sviluppo turistico. Come non ricordare una grande conquista sociale che vide proprio a L ‘Aquila la nascita delle aziende pubbliche per la gestione dei servizi ASM, FERRIERA CENTRO TURISICO etc. Un disegno strategico che ci ha consentito di rimanere agganciati al carro dello sviluppo dell’intera regione”.

“In questi cinque anni, nonostante ben 5 consiglieri regionali di cui il vicepresidente della giunta, la guida dei vertici di Tua e Arta, due sottosegretari e un senatore ,cosa mai accaduta nella nostra storia politica, L’Aquila e tutto il comprensorio sono tagliati fuori dalle grandi direttici di sviluppo con i centri storici che si svuotano, l’agricoltura che è in agonia e il turismo, unico settore in crescita, grazie agli sforzi degli operatori, che da solo non può sopperire alla crisi di tutti gli altri settori”.

“Grazie a Marsilio e ai suoi valletti aquilani stiamo assistendo al dissanguamento del nostro territorio, stanno riuscendo dove anche il terremoto aveva fallito solo per tornaconto personale o al limite familiare. Abbiamo l’occasione di dire basta a tutto questo votando Luciano D’ Amico Presidente e la lista di Abruzzo Progressista e solidale per il Consiglio regionale”, chiosa D’Alfonso.

Da AbruzzoWeb

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