Roberta Gaeta (DEMOS Campania): a Napoli si avverte più che mai l’assenza di un sindaco

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13 Marzo 2020


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Sul Corriere del Mezzogiorno

«Ciò che mi manca di più? Il contatto umano, non poter comunicare con le persone, soprattutto con chi avrebbe invece bisogno di essere rassicurato». Roberta Gaeta per sei anni e mezzo si è occupata di Politiche sociali al Comune di Napoli. Assessore dal basso, così come spesso dice. Da novembre dello scorso anno è una cittadina «qualunque», osservatrice oggi molto attenta dell’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio anche il nostro Paese.

È preoccupata?
«Chi non lo è? Ma sono in contatto con le associazioni, con i medici, gli assistenti del 118. Cerco di raccogliere quante più informazioni possibili e comunicare in rete un po’ di speranza. I cittadini napoletani sono spaventati, hanno bisogno di punti di riferimento».

Il sindaco de Magistris si sta rivelando una guida efficace?
«Non cederò ad alcuna polemica, sarebbe inopportuna in questo momento. Questa è la fase del confronto, della ricerca di soluzioni. Ma soprattutto dell’ascolto, nessuno ha la verità in tasca ma chi amministra la città deve far sentire la propria presenza e la propria voce. Bisogna unirsi e collaborare. Io, invece, sento troppo silenzio».

È de Magistris a parlare poco?
«È evidente che in questa fase la Regione, e quindi il governatore De Luca, è chiamato all’interventismo più spinto. Aggiungo che non solo lo sta facendo in maniera puntuale, e anche severa rispetto a una situazione che non fa sconti, ma ha addirittura anticipato le misure restrittive adottate dal governo. Il sindaco non deve e non può certo sostituirsi, ma neanche contestare certi provvedimenti o atteggiamenti del presidente della Regione. Da cittadina mi sarei aspettata di sentire di più la sua voce. Non certo per dire: va bene o va male. Non doveva rassicurare nè esasperare l’ansia. Piuttosto, (qualche sindaco come a Reggio Emilia o a Milano lo ha fatto) essere presenza forte per dire: collaboriamo tutti e ne usciremo insieme. Ecco, questo forse è mancato».

Si riferisce alle categorie?
«Anche. Operatori sociali e socio sanitari ma anche degli altri settori. Negozi chiusi, ma soprattutto il comparto turistico e ricettivo che sta subendo un colpo tremendo. Il Governo ha di fatto previsto la continuità produttiva delle industrie del nord, ma non si è ancora parlato di misure straordinarie per il sud che vive prevalentemente di turismo. Bisognerebbe chiedere immediate garanzie in queste direzioni. Inoltre, pur avendo medici e operatori sanitari d’eccezione, non possiamo certo negare che il sistema sanitario della Campania non primeggi per qualità delle strutture, ma non è questo il momento di accendere una polemica. Piuttosto si può analizzare per capire cosa è mancato per poi rialzarsi con maggiore forza, quando il momento sarà passato. Quando la nave è in mezzo al mare in tempesta bisogna capire insieme come uscirne. Quindi cercare di collaborare e non andare allo scontro istituzionale per principio. De Luca adesso sta agendo con determinazione e in maniera tempestiva anche più di altri, come non ha fatto ad esempio il governatore della Lombardia, che ha voluto aspettare il decreto del Governo per chiudere bar e ristoranti, che qui erano già chiusi. Però questa stessa determinazione del Governatore adesso va pretesa a gran voce per la tutela di tutti i medici che lavorano come in trincea, senza i presidi indispensabili per la loro stessa tutela: mi dicono che in alcune strutture e su diverse ambulanze manchino addirittura le mascherine, e questo è inaccettabile».

Le manca il suo lavoro, in questo momento le fasce deboli si sentono abbandonate.
«Mi manca certo, ma dal primo giorno in cui ho lasciato Palazzo San Giacomo ho cercato di esserci sempre per le persone che hanno necessità di essere ascoltate. In tantissimi mi hanno chiamato allora e continuano a farlo. In questo periodo sono in contatto con molti medici e con alcuni rappresentanti dell’osservatorio comunale della salute, poi infermieri e operatori del 118. È un peccato che un organismo nominato con delibera e avviso pubblico e di cui nessuno parla mai, non sia stato consultato in un momento così drammatico per la nostra città. Eppure si tratta di professionisti impegnati in prima linea per l’emergenza. Sono però contenta che in queste ore si impieghino risorse preziose quali le Agenzie di Cittadinanza, che ho attivato in collaborazione con in CSV nel corso del mio impegno come assessore, per raggiungere in modo più sicuro ed efficace i cittadini anziani o quelli diversamente abili che richiedono servizi di assistenza leggera».

Come sono i suoi rapporti con de Magistris?
«Mi ha dato una grande opportunità e lo ringrazio, ma in questo momento non siamo in sintonia».

Lo dice perché è fuori?
«No, sono tra quelli che con lui ha sempre parlato in maniera chiara. Affrontandolo a viso aperto e scontrandomi anche. E di me si è fidato».

Futuro?
«Mi candiderò alla Regionali con Demos – Democrazia Solidale. Il nome è simile (demA, ndr). Solo quello, però».

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