Roma | Dopo la morte di Ousmane Sylla il centrosinistra chiede la chiusura del Cpr di Ponte Galeria


Articolo scritto il

8 Febbraio 2024


Categoria dell'articolo:


Questo articolo contiene i seguenti tag:

Il suicidio del giovane migrante guineano Ousmane Sylla sta suscitando fortissima indignazione da parte della politica romana. Una delegazione dei partiti di opposizione in Regione Lazio è stata in visita al centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria: "Serve incontro con il Prefetto. La battaglia per la chiusura dei Cpr in tutta Italia va fatta, significa civiltà e rispetto dei diritti umani". 

La sinistra chiede la chiusura del Cpr di Ponte Galeria

Nel pomeriggio di mercoledì 7 febbraio ci sarà un presidio sotto la sede della Prefettura, organizzato da Alleanza Verdi Sinistra, in seguito alla morte di Ousmane Sylla, detenuto nel centro per migranti di Ponte Galeria. Ma già una delegazione delle forze d'opposizione in consiglio regionale ha mosso i primi passi, svolgendo un'ispezione nel Cpr e subito dopo chiedendo con urgenza un incontro al Prefetto, Lamberto Giannini. Nel frattempo giovedì 8 in aula Giulio Cesare dovrebbe essere votata una mozione a prima firma Nella Converti (Pd) e sottoscritta da capigruppo e consiglieri anche di Roma Futura, Demos, Civica Gualtieri e Sinistra Civica Ecologista nella quale si chiede al Sindaco di impegnarsi nei confronti del Governo per arrivare alla chiusura del Cpr.

L'ispezione dopo il suicidio di Ousmane Sylla

"La gravità delle condizioni di vita quotidiana è oggi sotto gli occhi di tutti - commentano Claudio Marotta (Avs), Marietta Tidei (Iv), Valerio Novelli (M5S), Adriano Zuccalà (M5S) e Mario Ciarla (Pd) -: un sistema di detenzione amministrativa tiene recluse centinaia di persone in tutta Italia, senza che a queste sia stato contestato alcun reato. Attraverso i rinnovi della detenzione, che oggi può arrivare fino a 18 mesi dopo l’intervento del governo Meloni, in attesa del rimpatrio, non è garantita nessuna prospettiva di futuro o di presente a queste persone. Sono del tutto insufficienti, se non totalmente assenti, forme di mediazione, attività sociali, sportive o di supporto psicologico. La visita odierna ci ha permesso di verificare le condizioni di drammatica difficoltà nella convivenza all’interno del Centro, per le persone private della libertà, ma anche per gli operatori e per le forze dell’ordine".  Cosa succede in Campidoglio

Nella mozione capitolina che andrà in discussione domani i temi trattati sono del tutto simili. A Gualtieri, il centrosinistra chiede di denunciare "le gravi violazioni dei diritti umani" e "procedere alla chiusura del centro di Ponte Galeria", atto che ovviamente non dipende dal Sindaco ma dovrà essere oggetto di una richiesta all'interno di un'interlocuzione con sfere ben più alte. E inoltre, le forze di maggioranza chiedono di "attivare ogni servizio utile per garantire la salvaguardia dei diritti umani" alle persone presenti nella struttura. 

Da RomaToday