Si è svolto in sala del Carroccio in Campidoglio, il convegno organizzato da Demos sulla sanità pubblica. Una proposta mirata al rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’universalismo, la sanità di prossimità, l’integrazione socio-sanitaria e il lavoro degli operatori. Un’iniziativa che parte dalla presentazione del documento programmatico redatto da Demos, (scaricabile QUI) che costituisce il primo passo per aprire il confronto e la condivisione dei cittadini con Demos in tutta Italia. Il dibattito odierno si è articolato in più parti, con la partecipazione di Barbara Funari – Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, Paolo Ciani – Deputato, Sandro Petrolati — Capogruppo capitolino Demos, Marinella D’Innocenzo – Presidente dell’associazione “L’Altra Sanitá”, Antonio Mastromattei – Direttore Distretto 8 Asl Roma 2, Silvana Pescosolido – Pediatra, Flavio Pizza – Rappresentante per Federlazio Salute, Antonio Segatori – Infermiere e Docente Sapienza di Roma -PUI Umberto I. Quattro i focus del pomeriggio, attraverso i quali si è approfondita la riflessione: lavoro sanitario, PNRR e sanità di prossimità, Innovazione tecnologica e Formazione leva strategica.
Rilanciare il Servizio sanitario nazionale come pilastro di giustizia sociale, coesione democratica e tutela effettiva del diritto alla salute. È questo l’obiettivo del documento programmatico «La Sanità Futura: un nuovo Patto per la Salute degli Italiani», elaborato da Demos—Democrazia solidale, presentato lunedì 25 maggio a Roma.
«Il documento parte da una diagnosi netta: il Servizio sanitario nazionale si trova oggi davanti a un bivio storico», sostiene Paolo Ciani, segretario nazionale di Demos. «Anni di sottofinanziamento, crescita della spesa privata, liste d’attesa, carenza di personale e profonde disuguaglianze territoriali – prosegue – hanno progressivamente trasformato il diritto alla salute in un diritto diseguale. A questa crisi strutturale si aggiungono le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità, dalla rivoluzione digitale e dalla necessità di integrare sempre di più sanità, sociale e territorio».
Tra le principali proposte contenute nel documento figura un piano di finanziamento pluriennale, con l’obiettivo di portare la spesa sanitaria pubblica al 7,5% del Pil nell’arco di cinque anni, attraverso una programmazione stabile, il contrasto all’evasione fiscale, la riconversione di sussidi dannosi e l’introduzione di prelievi mirati sui determinanti di salute.
Un secondo asse è il piano straordinario per il personale sanitario, che prevede assunzioni basate sui fabbisogni reali, riforma delle retribuzioni e delle carriere, valorizzazione delle competenze e superamento del ricorso sistematico ai cosiddetti «gettonisti», ovvero i professionisti ingaggiati tramite agenzie esterne per tamponare le carenze di organico.
Il documento dedica ampio spazio alla sanità di prossimità, con l’istituzione di un Fondo nazionale per l’assistenza territoriale destinato a finanziare il funzionamento delle Case e degli Ospedali di comunità anche dopo il 2026. Centrale è l’integrazione tra medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, servizi sociali, assistenza domiciliare e presa in carico delle persone fragili.
Demos propone anche la creazione di una Agenzia nazionale per la salute digitale con il compito di valutare e certificare sicurezza, efficacia ed eticità di applicazioni, dispositivi, algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla salute. L’obiettivo è garantire che telemedicina, Fascicolo sanitario elettronico e ricetta elettronica diventino strumenti pubblici di accesso e governo dei percorsi di cura.
Il programma interviene poi sulla governance del farmaco e della ricerca, proponendo una revisione dei meccanismi di payback, una maggiore valorizzazione del valore terapeutico, acquisti centralizzati più efficaci e incentivi per rendere l’Italia un polo europeo competitivo per le sperimentazioni cliniche.
Il documento indica infine alcune priorità strategiche da finanziare con quote vincolate del Fondo sanitario nazionale: la prevenzione, con l’obiettivo di destinarle il 5% del Fondo; la salute mentale, con l’inserimento strutturale dello psicologo delle cure primarie nei Lea; la non autosufficienza, con la piena attuazione della Legge 33 del 2023 e la costruzione di un sistema realmente integrato tra sanità e sociale. A corredo, una tabella di marcia per rendere le azioni operative in tempi certi e con responsabilità istituzionali chiare.
«La proposta di Demos — conclude Marinella D’Innocenzo, coordinatrice dell’area Sanità di DEMOS — individua una nuova direzione di marcia: non un Servizio sanitario nazionale ridotto a erogatore di prestazioni, ma un soggetto pubblico capace di governare l’intero ecosistema della salute, garantendo equità, innovazione accessibile e tutela dei cittadini».
Sul fronte dell’innovazione, Demos propone la creazione di una Agenzia Nazionale per la Salute Digitale con il compito di valutare e certificare sicurezza, efficacia ed eticità di app, dispositivi, algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla salute. L’obiettivo è evitare che la trasformazione digitale produca nuove disuguaglianze e garantire che dati, telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico e ricetta elettronica diventino strumenti pubblici di accesso, semplificazione e governo dei percorsi di cura.
Il programma interviene anche sulla governance del farmaco e della ricerca proponendo una revisione dei meccanismi di payback, una maggiore valorizzazione del valore terapeutico, acquisti centralizzati più efficaci e incentivi per rendere l’Italia un hub europeo competitivo per le sperimentazioni cliniche.
Infine, Demos indica alcune priorità strategiche da finanziare con quote vincolate del Fondo Sanitario Nazionale: prevenzione, con l’obiettivo di destinare il 5% del Fsn anche a nuovi screening oncologici; salute mentale, con il superamento della logica dei bonus e l’inserimento strutturale dello psicologo delle cure primarie nei Lea; non autosufficienza, con piena attuazione della Legge 33/2023 e un sistema realmente integrato tra sanità e sociale. Viene presentata inoltre una tabella di marcia per concretizzare le azioni e renderle operative in tempi certi e con responsabilità istituzionale chiare.
“Un percorso che parte dalla difesa del diritto alla salute, attraversa le cause della crisi del Ssn, indica una visione del nuovo modello di cura e propone interventi per il rilancio del servizio sanitario nazionale” aggiungono in conclusione Ciani e D’Innocenzo.
“Ringrazio tutti per la partecipazione a questa giornata sulla sanità futura, perché sono convinto che non possa esserci miglioramento senza confronto costruttivo, dialogo e condivisione. Oggi abbiamo presentato la nostra proposta sulla sanità, illustrato un documento programmatico che abbiamo diffuso e che tutti possono leggere” ha sottolineato il capogruppo capitolino di Demos Sandro Petrolati. “Sono convinto che la sanità possa e debba aggiornarsi nelle modalità di servizio al cittadino, sfruttando tecnologie e supporti, senza mai perdere di vista la centralità della persona e della sua cura, con un approccio che non si limiti a quell’esame o a quella patologia, ma sia capace di guardare alla persona nella sua totalità (e non solo al malato) e di accompagnarla durante la cura. In questo senso la medicina di prossimità e l’integrazione socio-sanitaria sono determinanti quanto la strumentazione di ultima generazione.
In questo periodo, le figure professionali della sanità sono sempre meno, mentre è aumenta la richiesta di servizi. Il risultato sono condizioni di lavoro insostenibili, pronto soccorso intasati, fuga verso il privato. Una serie di carenze e paradossi che vanno affrontati con un ripensamento del sistema capace di valorizzare chi lavora per la salute di tutti” ha concluso Petrolati.